Google Entertainment Italia blog - News dal mondo entertainment italia

Editori e modelli di business online

28 novembre 2007 - ore 11:10

Mauro Arte, Industry Manager Entertainment

Il panorama dei web publisher mondiali è in continua evoluzione; Rupert Murdoch ha confermato di voler rendere gratuito il Wall Street Journal, imbarcandosi così nel più ambizioso azzardo mai sperimentato nell’editoria online. Il Wsj è un caso unico al mondo. Ricava infatti il 50% delle revenue dagli abbonamenti e il rimanente 50% dalla pubblicità.

Sempre in US il New York Times da alcuni di mesi si è convertito al gratis e da quando lo ha fatto ha aumentato del 34% i propri utenti e con conseguenti maggiori introiti pubblicitari che sembra hanno più che coperto le perdite da abbonamenti.

I grandi editori americani (ma anche in UK si sta battendo la stessa strada) hanno compreso due concetti fondamentali: il primo è che il valore del contenuto è l’asset principale attraverso il quale aumentare la audience online e di conseguenza vendere più pubblicità. Il secondo è che attraverso Google è possibile acquisire traffico qualificato (da una parte utenti che cercano contenuti dall’altra editori che questi contenuti li offrono gratuitamente) a costi più bassi rispetto al valore pubblicitario venduto sulle singole pagine. Considerando che il modello è altamente scalabile, sembrerebbe che gli editori anglosassoni stiano facendo molto bene i loro conti.

NBC Heroes - Un case study

22 novembre 2007 - ore 17:50

Chiara De Servi, Account Strategist Entertainment

Da tempo il network televisivo americano NBC rende disponibili gratuitamente online gli episodi di molte sue serie e programmi di successo, da Law & Order a Heroes, in contemporanea o quasi con la messa in onda in tv.

In USA NBC ha pianificato con Google una campagna Video Ads per creare interesse e attesa per il lancio delle ultime puntate delle prima serie di Heroes, dopo una pausa di 5 settimane nella programmazione. Il target della campagna erano telespettatori generici, fan dello show e appassionati del genere Sci-fi.
Il case study realizzato da comScore sulla campagna Adwords Display per Heroes comprendeva 1000 utenti scelti a campione, divisi in due gruppi di età: inferiore a 35 e superiore a 35. I due gruppi sono stati poi mischiati in altri due a seconda dell'esposizione o meno agli annunci. ComScore ha misurato inoltre i dati di 15,000 persone che avevano visto i Display ad. I test group Google sono stati poi confrontati con i panelist di comScore in base a dati demografici e di utilizzo di internet.

Ecco i dati più significativi emersi dal case study:

-- Aumento di Awareness: il gruppo esposto agli annunci Google era il 60% più disposto a citare Heroes tra le serie tv conosciute, rispetto al gruppo che non aveva visto il video ad.

-- Relazione tra Display e Search: Google ha diviso i tipi di ricerca legati alla serie tv in gruppi di keyword brand (ad esempio frasi come “Save the cheerleader, save the world") e per parole legate al trademark (es. NBC Heroes). Le persone esposte agli annunci erano il 114% più inclini a fare una ricerca brand e il 95% più inclini a farne una trademark, rispetto al gruppo non esposto alla campagna.

-- Visita al sito e aumento del traffico offline: chi era esposto agli annunci video era il 140% più propenso a visitare il sito di Heroes. L'esposizione a Display Ads online ha aumentato del 400% il numero di visioni online delle puntate in entrambi i segmenti sociodemografici. I Display ad hanno portato inoltre referral; chi aveva meno di 35 anni era il 50% più incline a consigliare Heroes ai propri amici dopo aver visto il video ad. Mentre i giovani hanno guardato gli episodi online in modo maggiore, lo studio dice anche che non hanno abbandonato la tv offline; la campagna online ha infatti contribuito anche ad aumentare i numeri degli spettatori offline.

Le nuove star del web 2.0

15 novembre 2007 - ore 14:35

Claudio Zamboni, Industry Leader Entertainment & Telco

Tempo fa è apparso su Business 2.0 un interessante approfondimento sulle possibili nuove star del Web 2.0; all'epoca probabilmente si assisteva a una irresistibile e perdurante ascesa di MySpace, oggi si parla in modo predominante di Facebook. Dall'articolo emergono alcuni trend nello sviluppo dei modelli di business ricorrenti nelle aspettative dei players di riferimento e nella tipologia dei servizi sviluppati e lanciati.
Riporto schematicamente le aziende presentate:


In sintesi, alcune evidenze:
a) La tipologia della gran parte dei servizi erogati rientra in un ambito web 2.0, connotato da un fortissimo orientamento all'interattività e alla generazione di contenuti da parte degli utenti. Grande è l'attenzione riservata alle applicazioni video & mobile, che rappresenteranno (già è così) due strategiche direttrici di sviluppo delle applicazioni internet.

b) Quasi tutti i modelli di business fanno riferimento alla generazione di ricavi dalla pubblicità, segno che molte realtà oggi proliferano grazie al denaro proveniente dagli inserzionisti. Credo che questo modello sarà il principale motore nello sviluppo del business sul web, per realtà tipicamente orientate al consumatore.

c) Il 72% delle nuove aziende sono localizzate in California, il 92% negli USA. Considerando la fonte di provenienza del report, certamente c'è una focalizzazione particolare sugli Stati Uniti, ma penso che il dato sia frutto anche della maggior facilità di accesso al credito, oltre che nel forte sviluppo di network relazionali.

Quali saranno secondo voi le nuove aziende protagoniste del web 2.0 in Italia?

Videogiochi: il futuro è online e wireless

11 novembre 2007 - ore 11:16


Il futuro del mondo dei videogames è online e wireless. Secondo una ricerca effettuata da PriceWaterHouseCoopers LLP, nel 2007 la crescita dell’online gaming rispetto al 2006 è stata del 33.3%, mentre quella del wireless gaming è stata del 34.3% , rispetto al 14% dei giochi per console (regioni EMEA).

Nel mondo del gaming online, e in particolare del MMGO (Massively Multiplayer Online Game: i giochi di ruolo di massa in rete), è cresciuto il numero delle iscrizioni online (10.2 milioni, rispetto ai 7.5 milioni del 2006) soprattutto grazie all’offerta di giochi sempre più di qualità e allo sviluppo di console adatte per la connessione Internet.

In aumento anche il numero dei casual gamers, grazie all’uscita di giochi che non richiedono abbonamento. A contribuire a questo successo anche il consistente sviluppo della banda larga in Europa (95 milioni di abbonati nel 2007 contro i 76 del 2006).

Nel mondo del Mobile gaming molto è cambiato dal 1997, quando faceva la sua apparizione Snake, il primo gioco su cellulare. Oggi gli iscritti a giochi wireless sono 44 milioni (+31% vs 2006): questo successo è stato determinato dall’uscita sul mercato di nuovi apparecchi con capacità di downloading sempre più elevate e da una migliore qualità del display che avvicinano l’esperienza wireless a quella della console.

Tra i Mobile gamers, la fetta più grossa è costituita dai casual gamers, ovvero coloro che giocano aspettando l’autobus in ritardo e che preferiscono giochi semplici con basse esigenze di manualità. L’avreste mai detto che Tetris è ancora il numero uno per download? Questa fetta di utilizzatori è il target favorito per i publisher di giochi a basso costo e scaricati in larga scala.

Il secondo settore è quello delle community legate a particolari gestori mobili, grazie all’offerta di un portafoglio di giochi scaricabili, la possibilità di inviare proprie recensioni, di partecipare a tornei virtuali, etc. Queste comunità consentono ai gestori di mantenere i publisher di giochi legati a sé, grazie al ricco mercato potenziale che sono in grado di offrire.

E voi che tipo di gamer siete? Online gamer di coinvolgenti e sofisticati giochi di ruolo o casual gamer affezionati a Tetris?

Google @ IAB Forum

6 novembre 2007 - ore 13:23




Nell'ambito dello IAB Forum 2007, Google ha organizzato una sessione di incontri per approfondire gli strumenti e le tecniche migliori per creare e ottimizzare campagne Adwords Search, Content e Display, partendo dalle reali esigenze espresse dai clienti. L'incontro si terrà giovedi 8 novembre, dalle 15 alle 16, presso il MIC Centre IAB Forum 2007, Sala Gialla.
Google sarà presente anche nell'area espositori nei giorni 7 e 8 novembre, allo stand numero 7.
Vi aspettiamo!

Music Biz 2.0

31 ottobre 2007 - ore 10:03

Martedì 16 ottobre: Madonna, la più grande pop star degli ultimi 20 anni, annuncia il divorzio dalla sua etichetta storica a favore di una società di tour promoting che coltiverà la relazione con i fans anche dopo i concerti, attraverso supporti musicali online, merchandise e download digitali.

Mercoledì 10 Ottobre: i Radiohead mettono in vendita il loro attesissimo settimo lavoro "In Rainbows" direttamente online, lasciando all'acquirente la possibilità di scegliere il prezzo per scaricarsi i nuovi brani. Proprio così, "it's up to you": offerta libera basata sulla valutazione individuale, che oggi suona come il più forte contributo alla ridefinizione dell'intero settore musicale e non solo.

Come indicato in un
articolo di Bintmusic, "l'honor system e il warm glow giving sono già realtà in Canada dove molti spettacoli sono Pwyc (Pay What You Can), mentre in America
ci sono ristoranti che invitano i clienti a pagare in base al gradimento della cena e alle loro possibilità economiche".

Prima di Madonna e dei Radiohead, Peter Gabriel ha lanciato un servizio chiamato
We7 che permette ai suoi utenti di scaricare musica gratis in cambio di messaggi pubblicitari personalizzati.


Accettiamo scommesse sul futuro del music biz da qui al 2015.
Rick Rubin ha già una sua teoria.

Spiderman vs Spider Pork

23 ottobre 2007 - ore 18:47

Marina Guida, Account Manager Entertainment
Il ruolo di Internet come strumento per la ricerca delle informazioni sui film sta crescendo. Un terzo delle persone coinvolte in un sondaggio condotto da Google in collaborazione con Nielsen ha dichiarato di avere effettuato una ricerca online sul film prima di andarlo a vedere al cinema e il 62% degli intervistati ha dichiarato che la ricerca ha influenzato la decisione di vedere il film. Dalla ricerca emerge anche che il numero di persone che hanno dichiarato di avere sentito parlare per la prima volta di un film sul web è cresciuto da un 8% del 2006 a un 13% del 2007. In prossimità delle uscite gli utenti, sollecitati dal buzz generato dalle campagne pubblicitarie, utilizzano il motore di ricerca come strumento di approfondimento.
Ecco ad esempio come le ricerche su Google sono aumentate nel 2007 in corrispondenza del lancio di Spiderman 3 e del film I Simpson.



Ma non è finita. Dopo che il film è uscito nelle sale, gli utenti continuano a cercare attori, episodi, musica, personaggi che hanno visto al cinema; nascono così nuove ricerche online.
Prendiamo ad esempio I Simpson: un maialino che cammina sul soffitto è subito eroe - anzi anti eroe - e le sue ricerche crescono.
Come si vede dal grafico, Spider Pork nasce e cresce con l'uscita del film I Simpsons e batte il supereroe, che aveva invece conosciuto la gloria a maggio con il lancio di Spiderman 3.



Negli ultimi giorni però Peter Parker ha ripreso in quanto a popolarità la mascotte dei Simpson, in corrispondenza dell'uscita del dvd di Spiderman 3. Come finirà la sfida? Controllate su Google Trends il grado di popolarità di questi eroi.

Morale della favola? Le aziende di distribuzione cinematografica non perdano l'opportunità di farsi trovare dagli spettatori prima, durante e dopo il lancio coprendo le ricerche di tutto ciò che dal loro film potrebbe scaturire! Niente da perdere: solo più fila al botteghino.
Nel frattempo godiamoci il coro di Spider Pork!