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Music Biz 2.0

31 ottobre 2007 - ore 10:03

Martedì 16 ottobre: Madonna, la più grande pop star degli ultimi 20 anni, annuncia il divorzio dalla sua etichetta storica a favore di una società di tour promoting che coltiverà la relazione con i fans anche dopo i concerti, attraverso supporti musicali online, merchandise e download digitali.

Mercoledì 10 Ottobre: i Radiohead mettono in vendita il loro attesissimo settimo lavoro "In Rainbows" direttamente online, lasciando all'acquirente la possibilità di scegliere il prezzo per scaricarsi i nuovi brani. Proprio così, "it's up to you": offerta libera basata sulla valutazione individuale, che oggi suona come il più forte contributo alla ridefinizione dell'intero settore musicale e non solo.

Come indicato in un
articolo di Bintmusic, "l'honor system e il warm glow giving sono già realtà in Canada dove molti spettacoli sono Pwyc (Pay What You Can), mentre in America
ci sono ristoranti che invitano i clienti a pagare in base al gradimento della cena e alle loro possibilità economiche".

Prima di Madonna e dei Radiohead, Peter Gabriel ha lanciato un servizio chiamato
We7 che permette ai suoi utenti di scaricare musica gratis in cambio di messaggi pubblicitari personalizzati.


Accettiamo scommesse sul futuro del music biz da qui al 2015.
Rick Rubin ha già una sua teoria.

3 commenti:

Paolo Picazio ha detto...

Non so Madonna, ma i Radiohead hanno messo a segno un gran bel colpo, soprattutto se affiancheranno al prezzo irrisorio dell'album un massiccio tour.

Cd e vinili diverranno sempre più oggetti da collezionismo e la gente preferirà (come già fa adesso) riempirsi l'ipod di mp3, che per loro natura sono file facilmente condivisibili in maniera più o meno legale.
Tanto vale, quindi, soprattutto se si è coscienti (come lo sono i radiohead) che il 99% dei propri fan sa cos'è il file sharing, diffondere la musica a basso costo e monetizzare in concerti.

Nessun emule o bitorrent è ancora in grado di emozionare quanto un live, soprattutto se dei radiohead. ;)

fantastico ha detto...

Oramai...va di moda..anche perchè tutto questo era inevitabile a mio avviso..i costi sui cd sono davvero elevati..questa nuova tecnica è ottima..

Gabriele ha detto...

Concordo. Assistiamo a una visibile migrazione dei modi della fruizione e dell'interazione da un livello intermedio, che possiamo far corrispondere al desktop computer, verso altri livelli. Da un lato, il mobile, intimo, interiore: lettori di file mediali o dispositivi di comunicazione, oggetti accessibili da una sola persona, che diventano capientissimi scrigni di media di ogni tipo, supporto dei sensi e appendice dell'immaginazione. Dall'altra, rinnovati, approfonditi, spazi pubblici: stazioni, lobbies, musei, piazze di nuova concezione, quasi mercati in cui acquisire o scambiare beni intangibili. Immagino che i concerti diventeranno sempre più simili ai secondi, con occasioni di interagire tramite i nostri dispositivi portatili, verso esperienze-limite più che semplici spettacoli unidimensionali.